PRESENTAZIONE

PROGETTO

384° Festino di Santa Rosalia

 

La festa popolare: Viva Palermo e Viva Santa Rosalia

 

Produzione esecutiva: Andrea Peria Giaconia

 

Presenta e conduce la serata: Salvo La Rosa

 

Gli artisti:

Nino D’Angelo e la sua orchestra |

Tinturia e la sua band

 

Coordinamento audio e luci: Gioacchino Pasca, Emanuele Noto

 

Coordinamento e segreteria di produzione: Manuela Buttiglieri, Massimo Benfante

 

Runner: Giovanni Cusimano

 

Coordinamento Amministrativo: Massimiliano Dell’Oglio, Mario Silvestri

 

Produzione: Terzo Millennio srl Progetti Artistici

 

 

La festa popolare: Viva Palermo e Viva Santa Rosalia

 

E’ la purificazione, la festa popolare, la consacrazione della gioia.

L’arrivo del corteo quest’anno sarà accolto da un grande concerto al mare, che farà da cornice ai tradizionali fuochi d’artificio.

Al Foro Italico, in linea con l’idea generale del 384° Festino di Santa Rosalia ad accompagnare nella lunga notte di festa i palermitani, un grande artista partenopeo, fortemente legato alla città, “Nino D’angelo” che accoglierà il corteo, e precederà i fuochi d’artificio. Dopo i fuochi, in questa lunga notte di Santa Rosalia, per i più giovani, e per festeggiare ancora la patrona di Palermo i sicilianissimi Tinturia.

E’ cosi che, anche il concerto del mare, cercherà di raccontare Palermo e le sue diverse anime, attraverso degli artisti, palermitani d’adozione, ma che l’anima della città hanno sempre raccontato. Nino D’angelo beniamino storico dei quartieri di Palermo  lascerà il posto ai Tinturia, espressione giovanile e moderna di un modo intelligente di fare musica in Sicilia.

La serata sarà presentata e condotta da Salvo La Rosa, noto professionista siciliano e amato dai palermitani.

 

Primo concerto a mare: “Nino D’Angelo”

 

Nino D’Angelo festeggia i suoi 50 anni (e 36 di carriera)

Un attesissimo concerto ed un repertorio che affrontano temi come la religione, l’emigrazione, la povertà, con sonorità partenopee e ritmi world music , uno spettacolo maturo, raffinato, sensuale, melodico e sanguigno, in cui Nino D’Angelo ripercorre la sua lunga carriera (dai primi successi rearrangiati alle canzoni del nuovo album: quindi non mancheranno dei “classici” come “Nu jeans e ‘na maglietta”, “Maledetto treno”, “Chiara” accanto alle più recenti “Senza Giacca e Cravatta”, “Marì”, “'A storia 'e nisciuno”, che hanno segnato il “cambiamento artistico” di Nino, e la riproposizioni di alcuni classici della canzone napoletana). Insomma, oltre 30 anni di canzoni e concerti.

Gaetano D’Angelo, in arte Nino, originario di San Pietro a Paterno, quartiere della periferia nord-orientale di Napoli, è uno dei più importanti artisti della scena musicale napoletana ed italiana. Una carriera fatta di tantissimi successi, di dischi che hanno venduto milioni di copie,  fino a diventare un vero e proprio “fenomeno” musicale e di costume a cavallo degli anni ’80. Oggi, Nino D’Angelo è un artista di notevole spessore, che ha ottenuto importanti riconoscimenti dalla critica musicale e cinematografica, vincendo premi come il “David di Donatello” e partecipando a film di qualità (invitato da registi come Roberta Torre e Pupi Avati). Eppoi, musical, libri e la direzione artistica del 'Teatro del popolo Trianon Viviani' di Napoli (a cui Nino tiene moltissimo) .Primo di sei figli, di padre operaio e di madre casalinga, inizia a intonare le prime canzoni sulle ginocchia del nonno materno, grande appassionato di musica napoletana. Mentre i suoi coetanei si lasciavano influenzare dai Beatles e da tutta la musica degli anni 60, Nino rimaneva sempre più legato a quella delle sue origini ed ai cantanti napoletani: Bruni, Abbate, Merola etc. Durante uno spettacolo amatoriale, nella parrocchia di San Benedetto a Casoria, fu scoperto da Padre Raffaello, un frate cappuccino, che lo incitò e lo aiutò ad intraprendere la carriera di cantante.Iniziò a partecipare a quasi tutti i festival di voci nuove che si tenevano a Napoli e provincia e in breve tempo diventò uno dei cantanti della galleria Umberto di Napoli, luogo di incontro di impresarietti che organizzavano matrimoni e feste di piazza.

Nel 1976 grazie ad una colletta familiare, riuscì a mettere insieme la somma necessaria per incidere il suo primo 45 giri dal titolo “’A storia mia” (’O scippo) che lui stesso commercializzò con il sistema della vendita porta a porta. Il successo di questo disco superò ogni aspettativa e così nacque la fortunata idea di fare una sceneggiata dallo stesso titolo, alla quale ne seguirono altre: L’onorevole, ’E figli d ’a carità, L’ultimo Natale e papà mio etc… Il primo approccio col cinema avvenne negli anni 80 con Celebrità a questo seguirono altre pellicole di grande successo: Lo studente, l’Ave Maria, Tradimento e Giuramento.Nel 1981 scrive “Nu jeans e na maglietta”, madre di tutte le canzoni neomelodiche che consolida Nino come uno degli artisti più rivoluzionari della canzone Napoletana. Dopo il film dall’omonimo titolo, il suo successo dilaga e la sua immagine con il caschetto diventa l’emblema di tutti i ragazzi dei quartieri popolari del sud. Nel 1986 la sua prima partecipazione al Festival di San Remo con la canzone “Vai” ed un primo vero contratto con un’importante casa discografica, la Ricordi. Ancora cinema con: “Uno scugnizzo a New York, Popcorn e patatine etc.” Nel 1991 affronta un periodo di depressione dovuto alla scomparsa dei genitori ed avverte la necessità di un cambiamento. Un percorso molto difficile per Nino, considerato da tutti solo per il caschetto e per la quantità di dischi che vendeva. Ma questa sfida era l’unico stimolo che per andare avanti e così con dispiacere dei suoi vecchi fans, tagliò la chioma bionda ed iniziò a scrivere canzoni, non più basate solo su storie d’amore, ma anche su stralci di vita quotidiana. Nacquero “E la vita continua”, “Bravo ragazzo” e “Tiempo”, il meno venduto ma il più apprezzato dalla critica e sicuramente il disco della svolta. In seguito a questo passo iniziarono ad arrivare i primi riconoscimenti. Roberta Torre, allora regista emergente, presentò al Festival di Venezia, “La vita a volo d’angelo”, opera che narrava la storia di Nino ed in seguito la stessa gli propose di realizzare la colonna sonora del suo primo lungometraggio, “Tano da morire” che gli valsero diversi premi tra cui l’ambito Davide di Donatello, il Globo d’oro, il Ciak ed il Nastro d’argento. Subito dopo ritorna al teatro con “Core pazzo”, uno spettacolo da lui scritto ed interpretato con la regia di Laura Angiulli. Alla soglia dei quarant’anni, con “’A nu pass’ d’a città”, Nino opera l’ennesima svolta artistica, la più complessa. Un salto mortale senza rete in nome del matrimonio tra la canzone napoletana ed un certo tipo di world music. Lontani i tempi di “Nu jeans e ’na maglietta”, D’Angelo scopre una vena autorale che gli permette di coniugare melodia popolare e sonorità ai confini del jazz e della musica etnica. Nel 1998 conduce insieme a Piero Chiambretti, il dopofestival a Sanremo e l’anno seguente ci ritorna come cantante, con il brano “Senza giacca e cravatta”. Intanto anche il cinema “non musicale” lo scopre attore e gli affida ruoli in “Paparazzi, Vacanze di Natale 2000 e Tifosi”. Nel giugno 2000 gira “Aitanic”, parodia del famoso kolossal che lo vede debuttare anche nel ruolo di regista. Protagonista in teatro dello spettacolo “L’ultimo scugnizzo” di Raffaele Viviani riceve il premio Gassman. Nell’autunno 2001 esce il nuovo album dal titolo “Terra Nera” molto apprezzato dalla critica e campione di vendite. A Marzo 2002 Nino partecipa al Festival di Sanremo con la canzone in gara “Marì”, inserita nella compilation “La Festa”, pubblicata dalla S4, per festeggiare i suoi 25 anni di carriera artistica. Ad aprile 2002  nel film di Pupi Avati “Il cuore altrove”,come attore non protagonista conquista il premio Flaiano 2003. Nell’estate 2002 gli viene riconosciuto il premio Fregene per Fellini per le colonne sonore del film “Aitanic”. A dicembre 2002 riprende, in teatro, la rappresentazione de “L’ultimo scugnizzo” di Raffaele Viviani. A maggio 2003 esce il suo lavoro discografico dal titolo “’O schiavo e ’o rre”. Fino marzo 2004 interpreta la commedia teatrale “Guappo di cartone” sempre di R. Viviani. Nel 2004 si trova in vetta a tutte le classifiche musicali della Romania e partecipa al Golden Stag Song Festival di Brasov in Romania. A febbraio 2005 Nino presenta al Museo della Canzone Napoletana presso il Foyer dell’Auditorium della Rai il nuovo disco dal titolo: “Il ragù con la guerra”.

A dicembre 2005, al teatro Augusteo di Napoli con il musical autobiografico e dai temi sociali Core Pazzo, riscuote un tale successo che lo costringe a replicarlo sino al maggio successivo. 2006. Parte la tournée musicale “Brava Gente in Tour”. Nel 2006 viene nominato direttore artistico del Teatro Trianon Viviani di Napoli. Nel 2007 esce il suo ultimo lavoro Gioia Nova accompagnato dall’omonima tournée teatrale.

 

Secondo concerto a mare: Tinturia

 

Nel dialetto siciliano i bambini sin troppo svegli e discoli vengono definiti tinti: Tinturia rappresentano le loro monellerie. I Tinturia nascono a metà anni ’90: un giorno del 1996 incontrano Lello Analfino, come loro innamorato della musica, vista e vissuta come fonte di espressione artistica e divertimento. Da quel momento il connubio diventa indissolubile. Lello entra a tutti gli effetti nella band, inizia suonando le tastiere, per poi diventare il cantante e il frontman del gruppo. La vena artistica estrosa e geniale di Lello diventa immediatamente l’espressione e l’immagine leggera e irriverente, ma mai banale, dei Tinturia. Un gruppo, formato da musicisti quotati, collaudato e affiatato, in grado di spaziare senza difficoltà dal pop al reggae, dal funk al rap - con un pizzico di folk innato nelle loro radici sicule ormeggiate nel mare Siciliano. Abusivi di necessità (1999) è il titolo del loro primo disco, pubblicato da CNI (etichetta che in quegli anni scopriva e  pubblicava i dischi di Almamegretta), che i Tinturia presentano con tournée Italiana, ricevendo consensi ed entusiasmi a ogni concerto. Concerti che si trasformano in veri e propri eventi musicali: da un lato una band che funziona precisa come un metronomo, dall’altro, come valore aggiunto e deviante, la verve esplosiva di Lello che, senza risparmiare energie, riesce a coinvolgere il pubblico.. Nel 2002, sempre per CNI, esce Nati Stanchi, colonna sonora del film omonimo, del duo comico palermitano Ficarra e Picone. “Ascoltare le canzoni dei Tinturia è come mangiare siciliano, il dolce si mischia all’amaro, i sapori sono ricchi: chiudi gli occhi e vedi i colori.” Con queste parole, Ficarra e Picone, descrivono la musica dei Tinturia, nell’inverno del 2005: anno in cui li convocarono come house-band di “Ma chi ce lo doveva dire”, il loro fortunatissimo programma TV su Canale 5. Il 2005 è anche l’anno in cui esce il terzo disco della band, Nessuno è Perfetto, per Musica&Suoni e distribuito da Universal. Il primo singolo dal titolo “Stunz” supera la prima selezione di Sanremo giovani e viene programmato da Fiorello per tutto il 2006 nel fortunato programma “Viva Radio 2” che inviterà Lello nella puntata televisiva di conclusione del programma. Partecipano al festival Arezzo Wave, al MEI di Faenza ed a diversi altri festival e rassegne musicali. Il concerto dal vivo, rappresenta la vera forza del gruppo. Il quarto disco dei Tinturia pubblicato nel 2007 è un disco live: Io Sto Qui, sempre per Musica&Suoni, con distribuzione Venus, registrato nel 2006 durante un tour realizzato in Sicilia.

 

Il 2008 inizia pieno di impegni per il gruppo: il nuovo album, il tour nazionale, appuntamenti televisivi e video. A marzo, infatti, Musica&Suoni pubblica il nuovo album del gruppo: “DI MARE E D’AMURI”. Si tratta di 10 tracce inedite e 1 cover del celebre brano di Domenico Modugno “Lu Pisci Spada” anticipate dal singolo “I DON’T KNOW” che richiama, nel tour promozionale, il tutto esaurito in location nazionali importanti quali: Torino, Milano, Bologna, Roma, Firenze che il pubblico canta e balla come se le avesse da sempre ascoltate! E’ imminente la programmazione del video di “I DON’T KNOW”, per la regia di Fabio Luongo, in pieno stile del gruppo: ironico, scherzoso e demistificatore!

 

Lello Analfino: voce

Mario Vasile: percussioni e voce

Angelo Spataro: batteria e voce

Domenico Cacciatore: basso

Giampiero Risico: synth e fiati e voce

Luciano Favara: chitarra e voce

Lino Costa: chitarra e voce

 

 

384° FESTINO SANTA ROSALIA

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